Ricchezza e povertà: l’Italia tra disuguaglianze crescenti e salute a rischio
La mobilità sociale è tra le più basse d’Europa: i figli di famiglie a basso reddito impiegano fino a 5 generazioni per raggiungere il reddito medio nazionale
Conquiste del Lavoro – Anno 2026 – 31 Gennaio
Globalizzazione, concentrazione dei capitali, pauperizzazione dei ceti medi e finanziarizzazione dell’economia stanno ridisegnando le disuguaglianze sociali e minacciando la tenuta dei sistemi democratici e dei servizi pubblici. Oggi più che mai, welfare e sanità pubblica sono sotto pressione, rendendo urgente discutere strategie per difendere i diritti sociali e la salute collettiva. Il rapporto Oxfam 2026, “ Resisting the Rule of the Rich”, evidenzia un quadro preoccupante: i 12 miliardari più ricchi possiedono più della metà più povera del pianeta. In Italia, il 91% della crescita della ricchezza negli ultimi 15 anni è andato al 5% più facoltoso, mentre metà della popolazione ha beneficiato di appena il 2,7%. I miliardari hanno quattro mila volte più probabilità di accedere al potere politico rispetto al cittadino medio, e la loro impronta ecologica è drammatica: l’ 1% più ricco consuma in dieci giorni la propria quota annua di emissioni compatibile con gli obiettivi climatici. La povertà in Italia colpisce oltre 5,7 milioni di persone, con picchi tra minori, famiglie straniere e residenti nel Mezzogiorno. La mobilità sociale resta tra le più basse d’Europa: i figli di famiglie a basso reddito impiegano fino a cinque generazioni per raggiungere il reddito medio nazionale. Lavorare non protegge più dalla povertà: il 15,6% degli operai e il 18,7% delle famiglie con figli rinunciano a spese essenziali, comprese le cure sanitarie. Secondo Caritas e CREA Sanità, la povertà è ormai strutturale e la povertà sanitaria cresce: oltre 5,8 milioni di italiani rinunciano a cure mediche per motivi economici o per le lunghe liste d’attesa, soprattutto nel Centro e nel Mezzogiorno. Il Rapporto evidenzia che la spesa sanitaria privata grava tre volte di più sulle famiglie meno abbienti, mentre i servizi pubblici mostrano segnali di arretramento in termini di equità e universalità. La cronica difficoltà nell’accesso alle cure non riguarda solo i poveri assoluti, ma anche i cosiddetti “ working poor” e le famiglie a basso reddito che si trovano costrette a scegliere tra salute e altre necessità primarie. L’I talia è il “ Paese delle fortune invertite”: il 5% più ricco possiede più della metà della ricchezza nazionale, mentre i redditi medi stagnano e il lavoro povero aumenta. L’evasione fiscale e l’economia sommersa riducono le risorse per sanità, istruzione e protezione sociale, facendo gravare il sistema su una ristretta fascia di contribuenti. Oxfam propone interventi strutturali: tassare le grandi ricchezze, rafforzare welfare e sanità pubblica, garantire un reddito minimo, integrare politiche sociali e sanitarie, promuovere la co- progettazione con il terzo settore e sviluppare strumenti per ridurre le disuguaglianze, per evitare società con pochi super ricchi e maggioranza cittadini con pochi diritti. “ Quan do sarà tutto privatizzato, saremo privati di tutto”. La sfida è chiara: garantire equità, prima che la concentrazione di ricchezza e potere diventi irreversibile.


